I Partigiani di Maffiotto

Maffiotto, Condove – 23 maggio 2015.
Dopo 71 anni si ricordano i caduti partigiani e civili per mano dei nazifascisti.
Era l’inverno del 1944 e nella borgata a oltre mille metri di altezza si nascondevano tra le case e le stalle dei contadini piccoli gruppi di partigiani, che tentavano di sfuggire alle rappresaglie tedesche.
Erano Luigi Meneghetti, Antonino Romeo, Canio Cervellino, Giacomo Scaramuzzino, partigiani della 114a Brigata Garibaldi; Pietro Vayr, Ferdinando Gioberto, Mario Nurisso, Modesto e Stefano Guglielmetto, Eugenio Bar, vittime civili.
Dalla primavera del ’44 all’aprile del ’45 fu un susseguirsi di morti, fughe, sabotaggi, sulle montagne della Valsusa.

A vederla oggi la borgata semivuota e quasi abbandonata, sembraDSCN5119 quasi di rivivere quei momenti di settanta anni fa: si vede la scuola, dove perse la vita Meneghetti, muri cadenti, qualche casetta ristrutturata e forse abitata, l’insegna che resiste  al tempo che passa della Cantina dei Calzolai, l’osteria del borgo, l’immagine di una madonna invecchiata tra le crepe di un muro e accompagnata da caratteri in cirillico, segno del passaggio di truppe sovietiche amiche; e in fondo al paesello, all’ombra, il cimitero, dove solo alcuni dei morti di guerra furono seppelliti, grazie all’attenzione del prevosto, o preire, come si dice in patois.

Nella piazza del vecchio paese lo sguardo cade sulla lapide con i nomi dei caduti e poi si perde tra le montagne intorno, che sembrano rinnovare l’eco di quei giorni pieni di disperazione e di un coraggio, di cui forse è rimasto qualcosa ancora oggi. Oggi, quando si scopre che in questa ed altre borgate di montagna ogni tanto si scorge una luce accesa e un camino di nuovo fumante. Quello di giovani famigliole che scelgono di salire sui monti, di affrontare in parte le difficoltà di vita dei loro nonni, spinti da questa ingombrante e storica eredità partigiana, che oggi si è incarnata nella lotta contro il Tav. In un territorio che è stato ed è resistente.

A commemorare i morti del ’44, a Maffiotto sabato 23 c’erano, come tutti gli anni, i rappresentanti dell’ANPI di Bruzolo e Condove Caprie, i sindaci di Caprie, Bruzolo e Condove, gestite tutte da giovani amministratori, e persino una insolita delegazione dei Carabinieri di Asolo, Treviso, che hanno ricordato il loro conterraneo e compagno di divisa Meneghetti.

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Noi, da novelli condovesi, eravamo in compagnia di Tullio e Patrizia, cari amici marchigiani e organizzatori della Staffetta della Memoria lungo la linea gotica. E mentre salivamo nel vortice dei tornanti verso Maffiotto ci chiedevamo, ugualmente come quando siamo stati a Vinca -Lunigiana-, perché. Perché salire fin qui per uccidere.

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